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Lo scempio delle pale, la Puglia irriconoscibile
Scritto da Nino Sangerardi   
Lunedì 14 Giugno 2010 09:42
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Il paesaggio che non c'è più. Arrivando nei pressi del casello autostradale di Candela(Foggia) balza agli occhi la piantagione senza fine di torri eoliche. Pale meccaniche e aerogeneratori che tentano di catturare gratis il vento che agita le colline di Ascoli Satriano, Accadia, Sant'Agata di Puglia, Rocchetta S.ant'Antonio. E appresso impianti energetici sulle  montagne pietrose di Minivervino Murge, a breve nelle contrade di Spinazzola , Gravina e Poggiorsini, a seguire Altamura e Santeramo in Colle ai confini con la Basilicata. Paesi  città e agglomerati che incassano una rendita annuale più o meno ridicola ( si va dai cento ai 400 mila euro) e  però si vedono intaccata per sempre la geografia dei luoghi, l'antica sapienza urbanistica: caratteristiche irripetibili  e fondamentali per chi vuol coltivare la vocazione del turismo ambientale e culturale. Soprattutto si manomette il sentimento del tempo.

Che vuol dire? E' quella sensibilità, emozione che permette al viaggiatore-- ma pure al turista che ha  voglia di conoscenza non solo consumistica e dozzinale-- di scoprire le epoche, la storia umana, amtropologica, architettonica e religiosa stratificata di un Paese, di una metropoli, di un borgo. Fate una gita semplice a Gubbio o a Lucca o a Vienna o a Guardia Perticara o a Spello o a Berlino o Praga o a Dublino o a Cutriba( Brasile) e vi accorgerete di essere dentro il tempo, la memoria costruita e preservata da chi abita, vive il territorio, la città, il paese.

Con l'avvento dell'eolico e del fotovoltaico scompare  l'affascinante e nobile paesaggio pugliese. Persino il grande Giorgio Bocca alcuni anni fa in quel di Milano, a cena, ebbe a dire, serio, che "... Voi pugliesi siete i migliori del Sud arrivati qui. E comunque la Puglia è bellissima, specie in primavera. Ho visto fra Bari, Brindisi e Lecce i campi fioriti più belli del mondo".

Nel Salento, grazie a una Legge regionale(n.31/08)-- bocciata il 26 marzo 2010 dalla Corte Costituzionale-- si è permesso di innnalzare infrastrutture fino a 1 MW di potenza, pari a tre ettari di terreno, presentando negli uffici comunali  un normale atto di autocertificazione, evitando la Valutazione Impatto ambientale della Regione.

Di conseguenza sono nati e cresciuti notevoli affari-- ideati soprattutto da società estere, extraregionali, quel capitalismo pimpante ma esclusivamente assistito dal famigerato Cip 6: soldi pubblici per ben 15 anni-- intorno alle energie rinnovabili che incidono  sulle zone paesaggistiche e nelle aree di pregio ambientale.

Pertanto è possibile ammirare 40 ettari di pannelli a Scorrano, 90 ettari nei dintorni di Nardò verso la costa marina e la macchia mediterranea; e progetti di installazione di torri eoliche   nei pressi di Lecce, dentro le serre salentine di Collepasso Tuglie e Galatone, all'interno della Grecìa in località Martano, Soleto e Castrignano dei Greci fino a lambire paesi come Giuggianello e Muro Leccese.

La Puglia, stando alle cifre energetiche fornite dal Gestore Nazionale Servizi Elettrici, ha la maggiore potenza costruita da fotovoltaico: 214 megawatt a fronte dei 126 della Lombardia,95 dell'Emilia Romagna.

Per quanto riguarda l'eolico i dati sono questi: 1.158 mw nell'anno 2009 su un totale di 4.880 mw mentre a fine maggio 2010 ne sono stati autorizzati altri 500 mw. La corsa alla produzione di energia elettrica via eolico fotovoltaico e biomasse in Puglia dovrebbe arrestarsi nel corso del 2016, visto che è stata deliberata la realizzazione di altri di 5000 mw di potenza.

Che dire? Il paesaggio non può essere scisso dall'identità culturale dei luoghi. Identità che si è venuta formando nei secoli, attraverso la sedimentazione di memorie, saperi, attività pratiche e simboliche.Il paesaggio è natura che si è fatta storia.L'invasione delle gigantesche strutture eoliche e dei pannelli fotovoltaici piantati nella terra umilia tutte le altre forme del paesaggio, spesso sottili e delicate, danneggiando l'armonica percezione.

Una perdita di identità. Passaggio obbligato verso la degradazione in avamposti di periferie metropolitane: deserti di anime perse e non-luoghi  edificati intorno alle nuove cattedrali chiamate Centri commerciali.

Qualcuno salverà il pregevole e inimitabile paesaggio pugliese?

 
 
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